Il meccanismo del silenzio-assenso (adesione automatica) per il TFR ai fondi pensione scatta anche per le aziende più piccole, ma le regole sono diverse in base alla dimensione: le aziende con meno di 50 dipendenti gestiscono il TFR in azienda, mentre quelle con più di 50 dipendenti (o che raggiungono tale soglia) versano al Fondo di Tesoreria INPS
Le novità del 2026 introducono l’adesione automatica per i neoassunti (se non scelgono entro 60 giorni) e ampliano la platea delle aziende che devono versare il TFR all’INPS, ma il principio generale è che l’inerzia porta alla previdenza complementare, a meno che il TFR non resti in azienda (per le piccole imprese) o vada all’INPS (per le grandi).
Per i neoassunti – cosa fare
Dal 1° luglio 2026, per i neoassunti nel settore privato, il TFR non resterà più automaticamente in azienda.
Se il lavoratore non prende una decisione esplicita entro 60 giorni, le somme maturate confluiranno direttamente in un fondo pensione previsto dal contratto collettivo, dagli accordi aziendali o territoriali.
Questo nuovo meccanismo, basato sul “silenzio-assenso”, farà sì che chi non comunica la propria scelta entro 60 giorni dall’assunzione vedrà il TFR versato automaticamente nel fondo pensione.
Nel corso di questo periodo, il lavoratore ha la possibilità di:
• confermare l’invio automatico al fondo previsto dal contratto;
• lasciare il TFR in azienda;
• destinarlo a un altro fondo pensione complementare.

Trascorsi i 60 giorni, la decisione diventa definitiva: chi aderisce automaticamente non potrà più riportare il TFR in azienda, mentre chi mantiene il TFR in azienda potrà comunque scegliere di aderire in un momento successivo.
Per le Aziende con Meno di 50 Dipendenti (e sotto i 50 nel primo anno di attività/2006)
• Gestione in Azienda: Il TFR rimane in gestione diretta al datore di lavoro, che lo accantona in azienda e lo eroga al termine del rapporto lavorativo.
• Nessun Silenzio-Assenso Automatico: Non scatterà l’adesione automatica ai fondi pensione, ma il lavoratore può scegliere di aderire in un secondo momento.

Per le Aziende con 50 o più Dipendenti
Come funziona il meccanismo dal 1° luglio 2026
A partire dal 1° luglio 2026 scatterà un periodo di sei mesi entro il quale i lavoratori assunti prima di tale data dovranno esprimere la propria volontà. Se il lavoratore non comunicherà esplicitamente di voler mantenere il TFR in azienda (o presso il Fondo di Tesoreria dell’INPS), le somme maturate verranno automaticamente destinate alla previdenza complementare.

Destinazione del TFR in caso di inerzia
In assenza di una scelta espressa, l’approfondimento chiarisce che il TFR confluirà verso la forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi applicati in azienda: qualora siano presenti più forme pensionistiche, la scelta cadrà su quella con il maggior numero di iscritti aziendali.
In caso di ulteriore assenza di accordi specifici, il fondo di destinazione residuale sarà individuato nel Fondo Cometa (il fondo nazionale per i metalmeccanici), confermato come riferimento per la gestione delle adesioni silenti.